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POLITICI LOCALI
INDAGATI: SI DIMETTANO
di Luca Passalacqua

Ci sono delle situazioni eclatanti per far dimettere alcuni amministratori politici locali, molto locali...addirittura circoscrizionali: alcuni "governi" municipali dovrebbero cominciare a cacciare gli inquisiti (tantopiù i "Rinviati a Giudizio", e quelli eventualmente inseriti nelle liste elettorali).
Ma alcuni sostengono: "C'è la presunzione di non colpevolezza". 
Questo è un gargarismo, una sciocchezza. 
Perché se il mio vicino di casa è sotto indagine per pedofilia, io non aspetto l'esito del Terzo grado di Giudizio e/o la Sentenza passata in giudicato per usare tutte le precauzioni del caso. Per cui, quando esco per fare la spesa, non mi azzardo ad affidare a quel vicino i miei figli in custodia, né gli chiedo di sorvegliarli: è un elementare principio di prudenza. Il mio comportamento non corrisponde ad un giudizio precostituito ma  al chiaro buon senso!

Pertanto, non dico che il mio vicino di casa deve andare in galera in quanto indagato per pedofilia, perché per andare in galera si puo' aspettare anche la sentenza di Cassazione, ma io per salvaguardare – comunque -  i miei figli non aspetto la Cassazione: mi basta l'avviso di garanzia perché nel dubbio i miei figli, per tutelarli, li lascio ad un altro vicino di casa.

Considerato che stiamo parlando di politici (persone che sono scelte in fiducia per rappresentarci), cioè di persone che pure maneggiano i nostri soldi, se qualcuna di esse è indagata per aver rubato, minacciato, oppure è inquisita per associazione a delinquere, ecc. – oltre al fatto che questo politico forse è responsabile del Bilancio Econimico della Comunità cittadina -  voi che fareste?! Lo lascereste ancora gestire la cosa pubblica? Gli dareste soldi continuando ad affidargli la vostra Rappresentanza?

Io i miei soldi nelle sue mani non glieli voglio dare; dopodiché non dico che deve andare in galera al primo avviso di garanzia, ma dico che deve sùbito dimettersi e andare a casa!
Come in tutte le democrazie che si rispettino, costui deve seguire il processo difendendosi da privato cittadino! Senza la tutela di un mandato "oscurato". Se verrà assolto avrà salvaguardato  la sua dignità e si sarà riguadagnato la fiducia dei cittadini che lo avevano eletto. Soltanto allora potrà riprendere la sua "missione" politica.

Invece in Italia questa presunzione di non colpevolezza è diventata rifugio di tutte le canaglie.
Il modo migliore sarebbe non votare i delinquenti, ma i cittadini spesso non scelgono, perchè i partiti infilano i candidati e li blindano! Altre volte succede peggio: se un ministro o un assessore è indagato, il cittadino con il suo voto non può intervenire, perché il ministro o l'assessore sono nominati rispettivamente dal presidente del Consiglio e dal Municipio.

Insomma, è orripilante che qualcuno difenda la presenza di inquisiti e imputati o addirittura condannati, all'interno delle liste elettorali e governi (a cominciare da quelli locali), sventolando la presunzione di innocenza.
Povero Berlinguer: la questione morale pare che sia andata a farsi friggere grazie ai "figli" del suo partito.

(Roma, 15 settembre 2014 


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