Il mondo di Obamadi Francesco Marino
Abbiamo conosciuto il Barack Obama dei giornalisti, seguito, analizzato, fotografato e incensato in tutto il mondo.
Abbiamo conosciuto l'Obama erede dei grandi leader afroamericani, che fa piangere per la commozione i vecchi che marciarono con Martin Luther King negli anni Sessanta. L'Obama che ha dato un calcio al razzismo, a secoli di disuguaglianze e spaccature sociali.
E ancora, l'Obama giovane, accusato di inesperienza ma anche così nuovo, moderno, conoscitore del mondo di internet, il primo politico di rilievo del nuovo millennio.
L'Obama messianico, capace di elettrizzare migliaia di persone da un palco, con discorsi belli e profondi, sermoni religiosi intrisi di significati civili e politici.
L'Obama che piace ad Hollywood, che vende magliette, a cui si dedicano libri e video musicali, un immagine pop che ha conquistato il mondo globalizzato.
Abbiamo visto Barack Obama trionfare la notte del 5 novembre, sconfiggere il rivale repubblicano John McCain e riportare dopo otto anni di Bush i democratici alla Casa Bianca. L'America ha festeggiato, sognando il cambiamento, Change, che Obama ha promesso in campagna elettorale.
Ora non ci resta che conoscere il Barack Obama presidente, un capo di stato che dovrà dimostrarsi audace e concreto al tempo stesso, capace di rilanciare gli Usa dopo la crisi economica, affrontare senza incertezze una difficile situazione internazionale, riproporre un immagine nuova degli Stati Uniti nel mondo che verrà. Good luck, president Obama.