A giugno (v. Ingrandimenti n. 6/7 2009) abbiamo posto alcune domande ai capogruppo del PD (Sansalone) e del PdL (Ottaviano), del Municipio V, sulla "questione Farcomeni".
Abbiamo ricevuto le loro risposte a fine luglio per quanto riguarda Sansalone e settembre per Ottaviano. Quindi, finalmente, le possiamo pubblicare.
Intervista ad Antonio Sansalone, Capogruppo PD in Municipio V.
Avv. Sansalone, come mai ha ritenuto opportuno prendere la decisione di allontanare Farcomeni dal gruppo del Pd del Municipio?
"Quando si arriva a prendere una decisione così forte, e sicuramente non facile, non lo si fa mai con superficialità, nè può essere il frutto di una decisione singola. La decisione è stata presa da tutto il gruppo del Pd del municipio Roma 5, che io rappresento, in accordo con le altre forze politiche della maggioranza a seguito di un atto a mio parere gravissimo fatto dal consigliere Farcomeni che danneggia la credibilità non solo del gruppo in cui alle scorse elezioni il consigliere Farcomeni è stato eletto, ma mina la stabilità del centro sinistra, maggioranza di governo di questo municipio.
La volontà di citare in giudizio con la richiesta di un risarcimento di 500 mila euro, tutta la maggioranza di governo è un atto che rende di fatto incompatibile la presenza del consigliere Farcomeni nel gruppo del Pd. Utilizzare i tribunali e gli avvocati, invece che il dialogo e la discussione significa di fatto ledere irrimediabilmente un rapporto di fiducia già lacerato nei confronti di tutti i componenti del gruppo del Pd e della maggioranza che si sono visti citare in giudizio con tanto di notifica. In politica, si può anche assistere a forme di discussione nel merito forti, non saremo nei i primi ne gli ultimi, e questo io mi sarei aspettato dal consigliere Farcomeni la richiesta di una discussione all'interno del gruppo che non solo il consigliere non ha mai cercato, ma che ha addirittura snobbato latitando da mesi alle riunioni da me e dal Presidente Caradonna convocate. Quando si abbandona consapevolmente la via del dialogo e del confronto facendo parlare gli avvocati per se, è del tutto evidente che la decisione presa è stata assolutamente naturale e doverosa; decisione tra l'altro che un politico navigato come il consigliere Farcomemni probabilmente poteva assolutamente immaginare".
Avv. Sansalone , la decisione di allontanamento da un partito non spetta al partito stesso, ma a livello romano?
" Il partito romano è stato informato costantemente della situazione che si è venuta a creare, abbiamo sollecitato il segretario romano e il suo esecutivo a prendere una decisione in merito.
Abbiamo ascoltato le parole del Coordinatore romano che in una delle ultime direzioni romane del Pd di Roma ha sottolineato la solidarietà del partito di Roma a tutto il gruppo del Pd del municipio Roma 5, abbiamo aspettato come da statuto e riguardosi delle regole democratiche che ordinano la vita interna di una comunità che è il Partito Democratico. La commissione di garanzia romana del PD il 22 luglio si è espressa formalmente in modo chiaro e netto a favore della decisione del gruppo, considerando valido l'allontanamento dal gruppo del PD del consigliere Farcomeni.
Spero che questa decisione sia la parola fine di questa vicenda che già troppo ha turbato, e ha fatto parlare; il Partito Democratico si appresta ad una fase troppo importante della sua vita politica, per questo dobbiamo concentrare le migliori energie per affrontare i prossimi mesi importanti per noi e per il Paese".
Perchè è venuto meno il rapporto di fiducia tra l'ex presidente del consiglio e la maggioranza? Da quando?
"Tengo a sottolineare in premessa che il consigliere Farcomeni si è dimesso da Presidente dell'aula, in piena autonomia consapevole che continuare a tenere quello stato di cose avrebbe danneggiato il partito stesso. Questo atto a me era sembrato di grande responsabilità e coscienza mai immaginando che il seguito sarebbe stato citare in giudizio gli stessi compagni di partito e i rappresentanti delle altre forse politiche, atto ancor più grave. Già dalle prime battute a seguito dell'elezione a presidente dell'aula la conduzione non si è dimostrata all'altezza dell'importante ruolo. Per questo personalmente anche con le altre forze politiche abbiamo aperto una fase di verifica durante la quale ci aspettavamo un cambio di rotta che non si è concretizzato. Guidare un consiglio municipale è un incarico di grande responsabilità nei confronti non solo di quella parte che ti ha eletto, aspettandosi una guida istituzionalmente corretta, solida e capace in grado di essere punto di equilibrio, punto di conoscenza dei regolamenti e in grado guidare in modo qualificato i lavori dell'aula essendone punto di riferimento per tutti, sia della maggioranza che dell'opposizione. Abbiamo provato per mesi a trovare una sede di discussione con il consigliere Farcomeni che non solo spesso non si
presentava alle riunioni, ma che non modificava di nulla un atteggiamento spesso poco corretto e non attento alle regole istituzionali dell'aula. Il suo atteggiamento è continuato ad essere poco
effeciente ed inefficace sul piano istituzionale e assolutamente non attento nei confronti della maggioranza che lo ha indicato.
Lei è il nuovo capogruppo del PD in Municipio. Quali prospettive ci sono?
"Sono orgoglioso di rappresentare il gruppo del municipio Roma 5, perchè da sempre anche durante la stagione dell'Ulivo ho sempre immaginato un partito che nel territorio fosse profondamente radicato tra la gente, nei quartieri, e fosse portatore sano di idee e progetti e non solo di buon governo. La stagione politica che questa città sta affrontando è molto difficile, da circa un anno il Sindaco Alemanno e la sua giunta guidano il Campidoglio. I punti di forza del centro destra all'indomani della vittoria erano sicurezza, vivibilità, processo finalmente decisionale dei municipi che si sarebbe tradotto in maggiore efficienza delle pratiche amministrative per i cittadini che
vivono una periferia complessa come quella del quinto municipio. Un anno e mezzo sono abbastanza per poter dire che ancora siamo molto lontani da quegli slogan, in più i municipi si
sono visti di fatto dimezzare i bilanci, soprattutto in quei settori strategici per la vivibilità e per avere un pieno diritto di cittadinanza, come la cura del verde e delle strade e i servizi alla persona, per non parlare della sicurezza che di fatto continua ad essere se non di più l primo pensiero dei cittadini romani".
Come vi state organizzando a livello territoriale?
"Il PD nel territorio oltre ad avere ben undici sedi, vuole essere punto di riferimento anche rispetto alle decisioni amministrative dei cittadini di questi quartieri.il rapporto tra la politica e la società civile è negli ultimi anni motivo di discussione e spesso la discussione stessa fa perdere di vista che la concretezza delle proposte, la forza delle idee che la politica ha il dovere di mettere in campo sono le armi migliori dell'antipolitica, del qualunquismo sfrenato, dell'allontanamento dai valori civici che sono alla base di una sana democrazia e che aiutano quel processo di crescita di una civiltà attraverso la solidarietà delle scelte e l'uguaglianza dei diritti che rendono tutti capaci di
esercitare il proprio diritto di cittadinanza.
Come sono i rapporti con l'opposizione in Municipio?
"Sono come devono essere in una democrazia matura, battaglie comuni per il rispetto e la salvaguardia della credibilità dell'Istituzione, dura sulla completa diversità nel modo di vedere la crescita di questa città, che nell'ultimo anno si è allontanata di gran lunga dai livelli europei: basta citare il turismo sceso del 15%, la qualità dei servizi denunciata dalle associazioni di categoria,la cultura con il taglio quasi completo dell'estate romana soprattutto nella periferia che diventa per chi non si può permettere le vacanze due mesi di isolamento, così come tutte quelle categorie come gli
anziani e i disabili che si sono visti ridurre la possibilità di agevolazioni per andare sul litorale romane e rimarranno i più fortunati a carica della famiglia se non nella piena solitudine di una città che offre sempre meno servizi".
Quale è lo stato di salute del Pd in municipio?
"Alle ultime elezioni europee il Pd risulta per percentuale di voti ricevuti il primo partito di Roma, io penso però che la strada da fare per questo PARTITO CHE SI APPRESTA AD UN CONGRESSO COSI' IMPORTANTE SIA ANCORA TANTA DA FARE, a partire da come individua modi nuovi per intercettare le persone, le associazioni, i sindacati, i singoli cittadini. La strada è tanta ma io penso che le risorse in termini di persone e di idee ci siano basta saperle valorizzare e comunicare".
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Intervista a Giovanni Ottaviano, Capogruppo del PdL nel Municipio V.
Perché, consigliere Ottaviano, è venuto meno il rapporto di fiducia tra l'ex presidente del Consiglio e la maggioranza?
"Ritengo che su questo argomento, cioè dell'avvicendamento, o meglio della cacciata del Cons. Farcomeni da Presiedente del Consiglio del V Municipio, ho già più volte espresso il mio pensiero e credo che sia inutile tornarci sopra. E' stato, e continua ad essere, un problema della maggioranza e da quello che ci risulta sembrerebbe che vivono come separati in casa".
Da quando?
"Da quando il Presidente Caradonna lo ha pubblicamente sbugiardato in Aula durante una seduta di Consiglio, se non ricordo male si parlava del sequestro del cantiere Titanus. In sostanza, il Presidente Farcomeni asseriva di aver avvisato il Presidente Caradonna di dover riferire in Aula sull'argomento come richiesto dal PDL. Caradonna, di contro, affermava a gran voce e abbandonando l'Aula, che non aveva mai ricevuto Farcomeni nella sua stanza. Resta un problema tra Presidenti o ex Presidenti".
L'opposizione in quali rapporti è attualmente con Farcomeni?
"Non credo che ai cittadini interessi che tipo di rapporto intercorra tra noi e il Consigliere Farcomeni, se non quello di civile contraddittorio nel rispetto delle regole istituzionali. Se poi Lei allude ad eventuali passaggi nel PdL, cosa vuole che le dica. Credo che pur restando disponibili ad accogliere chiunque sposi i progetti del centro destra, vedo difficile un passaggio del collega Farcomeni, esponente storico del centro sinistra nel V Municipio e, peraltro, anche il più votato".
Con la maggioranza?
"Direi di grande confronto politico, segno di un'opposizione che non è schiacciata sulle decisioni di una maggioranza, spesso in stato confusionale, ma di un PdL compatto in aula e presente sul territorio, propositivo sia sul piano delle idee che su quello delle battaglie a contatto con i cittadini".
Con il presidente Caradonna?
Guardi, in questo momento è impegnato con le prossime scadenze Pd, ovvero primarie e congresso, credo faccia bene a spendersi in prima persona, poiché anche nel V Municipio il dibattito interno tra le varie correnti appare infuocato e, inevitabilmente, farà delle vittime. Certo, se il Presidente del Municipio, che può contare sugli uomini e le donne della Giunta, può annoverare diversi Consiglieri, ha dalla sua parte un forte apparato di partito composto da Circoli, Associazioni, reti; pensi se dovesse perdere il confronto all'interno del suo partito, secondo lei, potremmo cominciare a prepararci al dopo Caradonna"?.
Cosa rappresenta a livello municipale (istituzionale, politico, territoriale) questa spaccatura interna alla maggioranza?
"Rappresenta un campanello d'allarme per i cittadini del V Municipio, che percepiscono un clima ormai difficile, di una maggioranza non più coesa ma frammentata, frenata da personalismi e che arranca ad interpretare sufficientemente il nuovo ruolo di opposizione al Governo cittadino della Giunta Alemanno".
Lei è il capogruppo del PDL in Municipio. Quali sono le prospettive del PdL?
"Stiamo maturando, ogni giorno, la responsabilità che ci vede amministratori della città di Roma. Un compito importante che il Sindaco Alemanno sta svolgendo con grande senso civico e politico che fa da sprone anche alla nostra attività di consiglieri municipali. Molto si è fatto, e si sta facendo, per rilanciare le periferie, per mettere in sicurezza le nostre scuole, per potenziare l'illuminazione pubblica e migliorare le infrastrutture viarie della capitale, soprattutto in un momento in cui le risorse economiche non sono così floride. Bisogna investire laddove i fondi sono disponibili, e a volte il Presidente Caradonna non spende tali fondi, un esempio su tutti la possibilità di convertire l'alloggio del portierato in aule per una scuola nella zona di Case Rosse".
Quale è lo stato di salute del PDL in municipio?
"Devo confermarle che il PDL continua ad essere in buona salute e, soprattutto se consideriamo i dati relativi all'ultima tornata elettorale delle europee, che ci ha visti essere il primo partito nel V Municipio".
Come vi state organizzando a livello territoriale?
"Il radicamento territoriale è da sempre la nostra qualità migliore. Oltre il grande lavoro dei Consiglieri, non possiamo non citare i Presidenti di Circoli, gli attivisti, i militanti, gli amici che condividono la nostra idea di comunità politica. Il Partito sta per definire anche a livello statutario quale sarà il futuro di questi importanti luoghi della politica. È una sfida che dobbiamo accettare, perché la trasformazione è richiesta a gran voce dai cittadini che vogliono essere più partecipi al dibattito politico, ma anche, e soprattutto, alle tematiche legate agli aspetti sociali, culturali, di trasformazione urbana e della qualità della vita nei quartieri. Dovranno essere luoghi o ambienti che sappiano ascoltare, e ancora ascoltare, perché dopo tanti anni di centro sinistra e stanchi delle tante parole e promesse di Caradonna & C. i cittadini vogliono fatti concreti".